SPERONGIA BLOK – IL RADUNO DEL 22 APRILE 2018

Pubblichiamo volentieri due interessanti contributi di Elia Agosti e Marco Rossi sul raduno di boulder fatto a Sperongia il 22 aprile 2018, promosso dalla palestra della Cavallerizza. Due modi diversi di raccontare quella che è stata sicuramente una bellissima giornata…

 

SPERONGIA BLOCK

Come sempre tutto comincia per caso (o forse no)…

Per la prima volta sono andato a sboulderare a Case Nuove grazie a Michele Tresoldi.

Una fredda giornata di inizio inverno, dita ghiacciate, freddo pazzesco ma che blocchi! Un luogo incredibile…come se dalla Rocca dei Casali qualcuno avesse buttato dei massi di roccia spargendoli qua e la nel bosco. Da quel giorno siamo tornati altre due volte … Tre settimane fa abbiamo deciso di fare qualche tiro alla piccola falesia di Sperongia che è molto vicina a Case Nuove e per puro caso Michele mi ha portato a vedere un blocco sul greto dell’Arda che stava provando con Domenico.

Non sono un gran boulderista, ma sono rimasto completamente estasiato nel vedere tutti quei blocchi in quel fazzoletto di bosco a ridosso del fiume. Alcuni erano evidentemente già stati puliti e spazzolati! Michele mi ha fatto vedere tutti i passaggi che aveva già provato e tutti quelli che ancora si potevano inventare. Avendo con noi tutto il materiale per pulire decidiamo di fermarci a Sperongia e cominciare a spazzolare qualche masso e provare qualcosa. Nel frattempo arriva anche Eugenio che, tra un colpo di spazzola e l’altro, prepara una mappa accuratissima e fotografa tutti i blocchi!

Così in poco tempo è nata l’idea di portare qualcuno a provare questi passaggi per vedere se l’area potesse piacere.

Domenica 22 aprile ci siamo quindi radunati in una trentina di persone tramite il gruppo FB della Cavallerizza.

La giornata è stata elettrizzante! I massi più gettonati sono stati quelli sul fiume, dove c’è ancora la possibilità di aprire nuove linee con ottimi atterraggi sulla sabbia. Anche “IL POLSO DI JIGEN”(6b) ha fatto divertire in parecchi, mi fa ancora male il pugno dopo aver provato quel blocco. In molti si sono lanciati nel provare “LA CLASSICA”(6a) e “RILANCIA FOREST”(6c). La location poi è fantastica: togliersi le scarpette e mettere i piedi nell’acqua gelata è impagabile. Una vera gemma da valorizzare!

Il nostro progetto è quello di catalogare tutto ciò che saliamo e mettere tutto insieme in una sorta di piccola guida, in modo che sia più facile orientarsi. Chiaramente non siamo così presuntuosi da credere di aver scoperto l’area, quindi se qualcuno avesse più info sui blocchi e sui passaggi già saliti lo preghiamo di farsi avanti.

A breve impacchetteremo un primo primo pdf con le 20 line che abbiamo catalogato fino ad ora.

Grazie ancora a tutte le persone che hanno partecipato domenica e soprattutto grazie a tutte le persone che ruotano attorno a questo piccolo progetto: con un gruppo così mi sa che ne vedremo delle belle!

Qualche cenno storico: tramite Eugenio siamo venuti a sapere che l’area è stata scoperta nell’era ante CrashPad (1987/1988) dai fratelli Motta, Giorgio  “Boa” Franzini, Pierluigi Romanini, Ivan Neri. Attorno al 2000 i massi vengono ancora ripresi e ripuliti e la zona viene comunque frequentata sporadicamente. Siamo sicuri che tutt’ora qualcuno vada a provare qualche blocco, quindi se avete più notizie informateci!

Elia Agosti

 

SPERONGIA SUI BLOCCHI

La calata si faceva sempre più lenta… Io guardavo con stupore quel grande masso di calcare bianco, ricoperto da muschio ed edera…

Una spazzolata qui, una spazzolata là e finalmente il masso si fece vedere in tutto il suo splendore: una placca verticale di roccia color avorio con qualche stiratura blu, seguita da una pancia ed un’altra placchetta tagliata solamente da una minima fessura che arriva fino in cima al masso.

Per quanto cercassi con le mani degli appigli, non riuscii a trovare neanche una minima concrezione che mi potesse fare immaginare il modo di salire quella linea spettacolare di 5 metri.

Un hig Ball interessante …

“Pade! Ma che fai!… Secondo me il masso è più fattibile da questo lato! Guarda qui, sembra possibile salire questo strapiombo” disse Elia, riportandomi così coi piedi per terra.

“Questo masso é un capolavoro,  guarda quante linee potrebbero  essere salite… tutte con una certa dose di adrenalina!” scherzai io, rubando una risata dalla bocca di Eli.

Finite quelle spazzolate tornammo entrambi nel settore sul fiume dove tanti boulderisti e boulderiste stavano cercando di chiudere un blocco davvero duro, che sembra quasi arrivato dalla luna!

Sulla faccia di Elia si percepiva una felicità ed una soddisfazione incredibile.

Ci incamminammo verso il settore più alto dove raggiungemmo l’altra parte di amici e amiche che provavano le linee aperte la mattina stessa.

Idee, pensieri, progetti, si materializzavano piano piano nella mia testa, continuamente.

Come facciamo a valorizzare davvero questo posto?

Quante linee ancora da aprire?

Quante già aperte?

Come organizziamo la guida?

E con queste domande in testa e con la serenità nel cuore continuammo a scalare sui massi, fino a sera,  con una trentina di persone,  di scalatori ,  di amici che ci hanno supportato ed hanno apprezzato  il nostro lavoro, divertendosi nella ghisa generale!

Domenica 22 aprile è stata una giornata  davvero interessante nel bosco di Sperongia.

Bosco di carpini e di frassini che ti sa cullare, che ti sa far respirare.

Massi bianchi, di calcare avorio che sembrano essere quasi scolpiti che sembrano quasi messi li apposta per essere scalati.

Profumo di primavera e di arrampicata.

Profumo di libertà.

E poi il fiume, che scorre impetuoso e che ti accompagna sempre,  senza farti sentire mai solo.

Direi che il primo raduno di boulder è andato bene.

Ora tocca a noi tutti impegnarci per far rinascere quel posto.

Ci impegneremo affinché tutti possano godere a pieno della magia del posto.

Un grazie speciale a chi ci ha seguiti in questa prima avventura.

A brevissimo vi aggiorneremo con una breve guida delle linee aperte fino ad ora.

Un abbraccio a tutti.

Marco “Padella” Rossi.

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